V classico, un saluto speciale

Studenti, ormai da pochi giorni diplomati, genitori e professori della quinta liceo classico hanno voluto lasciarsi, pur con la promessa di ritrovarsi, in un modo e in un luogo assai significativi e che simboleggiano il percorso di vita di questa classe. Lo scorso 2 luglio infatti l’appuntamento non è stato a scuola, ma al santuario della Beata Vergine di Castelmonte, meta di pellegrinaggio tanto cara da secoli alle genti friulane e slovene. Alcuni della comitiva hanno raggiunto a piedi il luogo sacro, percorrendo la strada in salita che rappresenta un gesto di devozione e di memoria di quanto possa essere faticoso il nostro cammino di vita, il quale però ci conduce sempre verso l’alto, ci chiede sacrificio e spirito di umiltà ripagandoci tuttavia delle fatiche affrontate. 

Un itinerario del corpo e ancor più dello spirito in cui si può riflettere il percorso formativo e umano compiuto dalla quinta liceo classico 2023-2024 e da tutti coloro (genitori, parenti e docenti) che hanno affiancato la classe nel suo cammino. Cinque anni non facili: poco dopo la metà della prima liceo, infatti, la chiusura forzata della scuola a causa della pandemia e poi la ripresa stentata e ripetutamente interrotta nel suo regolare svolgimento delle lezioni in presenza: il punto più difficile e drammatico nella storia esistenziale di questi giovani, che forse si sarebbero persi e sfiduciati se il Bertoni non avesse fatto letteralmente i salti mortali per farli vivere a scuola il più possibile e per sostenerli in quei mesi difficili. Dalla terza, finalmente, il ritorno definitivo sui banchi, con però ancora le conseguenze di un pesante passato: ragazzi che a stento si conoscevano, un percorso formativo da riprendere, competenze da consolidare, nuovi arrivi di compagni di classe (i quali hanno arricchito il gruppo originario), cambi di docenti…

Sembra davvero, ripercorrendo tali cronache di storia vera, di scorgere da valle la lunga e a tratti ripida salita che porta a Castelmonte; sono state tuttavia proprio le difficoltà ad aver unito questi studenti e i loro magnifici genitori, animati dall’energia instancabile delle loro rappresentanti Caterina Segat ed Ester Zearo, per le quali ogni ringraziamento non è sufficiente. Il pellegrinaggio conclusivo a Madone di Mont, come comunemente noi friulani chiamiamo questo santuario, è quindi la tappa che riassume la vita di tale classe e le attribuisce un senso ultimo: le fatiche, i momenti di sconforto attraversati non sono stati privi di significato, tutto ha avuto il suo “perché”, per tutto dobbiamo dire “grazie”, sia a chi ha operato nella scuola e nelle famiglie, sia a Chi dall’alto ci ha protetto e guidato. Il momento più rappresentativo del nostro ringraziamento si è avuto nella Messa celebrata all’interno del santuario della Madonna e, a seguire, in un’allegra e ricca cena in compagnia.

Arrivederci, amici e compagni di viaggio.

Con affetto e gratitudine, prof. Gabriele Ragogna