Iniziative di solidarietà per Natale “Il pane e i fiori”

Carissimi tutti,

ci avviciniamo al tempo di Avvento che, come dice il termine stesso, segna l’attesa per l’arrivo di una speranza, particolarmente importante nei frangenti storici in cui stiamo vivendo.

La scuola è luogo per eccellenza di costruzione e non di solo annuncio della speranza: speranza di un domani migliore, di una società più evoluta e più giusta, di un mondo più umano, di crescita e maturazione delle persone.

Per tale ragione abbiamo pensato di proporre, in preparazione al Natale 2021, due iniziative di promozione sociale che ci auguriamo raccolgano la partecipazione attiva dei ragazzi e, con essi delle famiglie:

  • solidarietà alimentare verso i poveri della nostra terra, spesso dimenticati. Dall’1 al 10 dicembre, nell’atrio adiacente la sala docente dei Licei, sarà istituito un punto di raccolta in cui tutti coloro che lo vorranno potranno donare degli alimenti non deperibili (pasta, riso, zucchero, conserve, olio, scatolame, biscotti, latte a lunga conservazione, omogeneizzati…) destinati alla mensa diocesana “La gracie di Diu” e ad altre associazioni di volontariato del territorio
  • poiché non di solo pane vive l’uomo, ma anche di bellezza e di comunione col creato, sarà promossa una raccolta libera di offerte (una cassetta per ciascuna classe) destinate all’acquisto di alberi e piante da fiore per il giardino della scuola: il nostro giardino, ricordiamolo, è luogo di incontro e di vita attiva della scuola, con anzi l’auspicio che gli studenti stessi imparino a prendersene cura.

Unendo una sensibilità più concreta verso chi ha fame di alimenti e una, non meno importante, di cura del bello (che veicola anche il valore del buono), abbiamo intitolato questa proposta “Il pane e i fiori”: a questo proposito, alleghiamo alla presente circolare una riflessione di Giuseppe Liberto.

Oltre alle iniziative sopra descritte, cureremo nel periodo di Avvento delle riflessioni, classe per classe, attorno al tema del Natale, ricercandole all’interno del patrimonio culturale delle discipline scolastiche.

Il Coordinatore didattico

Prof. Gabriele Ragogna 

Un antico proverbio cinese dice così: “ Se hai due soldi, compra con il primo un pezzo di pane e con il secondo un fiore: il pane ti farà vivere, il fiore ti darà una ragione per vivere”. In quel fiore vedo la poesia della vita che, dopo il pane che nutre, è bellezza che incanta. Gesù ci insegna a incantarci nell’osservare la bellezza della natura e in questo è maestro. Quel guardare indugiando, sulle sue labbra diventa poesia istruttiva che rivela verità: Guardate gli uccelli del cielo…Osservate come crescono i gigli del campo…Con questi toni poetici Gesù ci istruisce come bisogna abbandonarsi alla Provvidenza (cf Mt 6, 28-30).

Osservare un fiore, contemplare un tramonto, nutrirsi di bellezza è già poesia. Lo scolorirsi dello sguardo induce sempre a relazioni pallide, a costruzioni asettiche di cuore e di mente, senza brividi di tenerezza. E’ necessaria la fragranza del pane e anche il profumo di un fiore! Accanto ai campi di grano sono necessari anche i prati in fiore! Frutti e fiori sono “sacramenti” di bontà e di bellezza che insieme costruiscono l’uomo in armonia con se stesso, con i propri simili e con la natura.

Gli occhi del cuore e la poesia della vita fanno contemplare e gustare l’Invisibile Eterno Infinito. Questa sublime esperienza salva anche dall’idolatria. L’idolatria non è solo il peccato degli atei per i quali Dio non esiste, è anche il peccato dei falsi credenti che chiamano Dio le realtà umane. La poesia non ha come metro di giudizio il consumismo o la mercificazione che insidiano i valori più alti dello spirito umano. La poesia scaturisce dal mistero dell’uomo che è alla ricerca di Luce, di Verità e di Bontà. Fare poesia è dunque cantare col cuore la Verità dando voce al fascino e al dramma della vita quotidiana.

Il linguaggio poetico è canto di chi è capace di ascoltare col silenzio del cuore e di chi sa vedere con l’intuito della ragione. Lo sguardo caldo e raffinato, la voce potente e delicata spalancano insieme le porte della vita alla verità. Il punto di concentramento del poeta è nella sua anima, dove contempla un’impressione, un’idea, una suggestione che poi esprime attraverso il linguaggio poetico.

L’arte della poesia serve per dare fragranza alla vita con occhi assetati di umanità e per attraversare la storia con serenità e coraggio, nonostante le debolezze, le paure, le sconfitte e le tante preoccupazioni. Ogni artista esprime idee, sentimenti e ideali che ogni uomo può liberamente rivivere perché rivelano tanta parte della coscienza e dell’esperienza umana in ogni luogo e in ogni tempo. La poesia chiede parole che diventino vita e non rimangono suoni squallidi, vuoti e talvolta sporchi di insensatezza e di degrado. L’arte poetica esige parole che sgorgano dal cuore e nel cuore prendono dimora per nutrire e arricchire lo spirito di bontà e di bellezza.

Sappiamo che lo sfondo dell’icona, con termini tecnici, è chiamato “luce”, perché con essa l’iconografo dipinge i personaggi che sono immersi in una trasparenza che è pura e trasfigurante luminosità. Nella poesia è la parola che è luce in splendore nell’armonia delle frasi che cantano il mistero, l’uomo e il cosmo. Fare arte poetica è dunque realizzare Amore ricercando Verità nella Bellezza: magnifico e drammatico cammino dell’uomo pellegrino dell’Assoluto!

Giuseppe Liberto