Elia Stocco, il nostro superprof liceale di scienze motorie e sportive

E’ appena giunta una notizia che fa tanto onore ai nostri licei Bertoni, di cui il prof. Elia Stocco, prima di divenire insegnante di scienze motorie e sportive, è stato anche alunno (maturità classica 2015): il nostro docente si è classificato tra i venti migliori allenatori nazionali di vela in Italia, concorso indetto dalla federazione sportiva di appartenenza. Il risultato, frutto di indubbie qualità atletiche ma ancor più di tanta passione e tanto costante sacrificio, non può che emozionare in modo diretto anche chi scrive, che fu professore di latino e greco nel primo biennio di Elia Stocco, oggi uno degli insegnanti più amati dai ragazzi, che vedono in lui un autorevole “fratello maggiore” con cui confidarsi e dal quale ricevere preziosi consigli di carattere agonistico e fisico per migliorare le proprie prestazioni sportive o anche, nel caso di studenti interessati a una futura carriera nel mondo delle forze armate e dell’ordine, per ricevere una preparazione accurata in vista dei test fisici di ammissione ai concorsi militari.

Elia, ci racconti come si è svolta la selezione che ti ha portato a un podio così alto?

“La selezione si è basata sul giudizio degli osservatori presenti alle più importanti regate di vela, nonché sull’analisi del mio curriculum di allenatore.”

E non vorrai farci credere che non abbiano pesato anche i successi sportivi che hai raccolto in questi anni?

“Sinceramente sì, lo credo. Nel 2022 mi sono classificato ottavo in Europa nel campionato ILCA 6 come regatante; a ciò si aggiungono tre titoli italiani, altrettante partecipazioni ai campionati internazionali di vela come allenatore e il fatto che i miei atleti, tutti di età liceale, sono stati per ben quattro volte selezionati per formare le squadre federali.”

Complimenti. Come si svolge la tua professione di allenatore?

“Mi dedico a una squadra di dieci ragazzi, che vanno dai 14 ai 21 anni e che gareggiano da un livello regionale a uno internazionale; gli allenamenti si svolgono tutto l’anno con qualsiasi condizione meteorologica, per tre o anche quattro volte alla settimana, in mare aperto, senza contare le sessioni di preparazione atletica in palestra e le lezioni teoriche (tattica, strategia e regolamento).”

Com’è nato l’amore per la vela? Ricordo infatti, quando ero tuo insegnante, che praticavi anche pallacanestro..

“Quasi per caso: mio padre mi iscrisse, quando ancora frequentavo la quinta elementare, a un corso di vela, senza neanche preavvisarmi, fu una sorpresa. Da lì è scattata la scintilla, tra me e la vela e il mare è stato amore a prima vista; dopo anni di convivenza col basket, ho dovuto abbandonare la pallacanestro, all’inizio soffrendo un po’, ma col senno di poi ho ritenuto corretto specializzarmi su una sola disciplina e dare il massimo in essa.”

Tu eri un ottimo studente e un ottimo sportivo e i risultati si vedono…Ci sono mai stati momenti di crisi e quali consigli daresti ai nostri studenti appassionati di sport?

“Quello che ripeto spesso a lezione e che prima ancora cerco di testimoniare con la mia stessa persona: non mollare mai, non arrendersi di fronte alle difficoltà e soprattutto darsi delle priorità. Quando sei nell’età liceale, le distrazioni possono essere tante, ma devi avere la capacità di tener duro, di non lasciarti tentare da persone o cose che, pur arrecandoti un momentaneo piacere, poi ti sviano dalla strada giusta. Come allenatore, di giovani potenzialmente forti che poi si sono persi ne ho visti più di uno, purtroppo. Il tempo perduto e le occasioni sprecate non tornano più indietro.”

Come traduci a scuola le competenze di allenatore?

“Nel modo con cui mi rapporto coi ragazzi e nei valori che cerco di insegnare loro, valori che servono adesso ma ancor più nella vita: la disciplina, il non arrendersi mai, il saper affrontare le difficoltà, il darsi obiettivi, provare delle passioni sane, la cura del benessere fisico e della salute. Inoltre, sia come insegnante che come allenatore cerco sempre il rapporto vivo e diretto coi ragazzi, li so ascoltare.”

Grazie, caro prof. Elia, il tuo ex prof. e adesso preside è fiero di te!

Gabriele Ragogna